Vita da mamma

Teenagers e autostima? Alcuni consigli in ambito scolastico

06 luglio 2018
SCRITTO DA: Redazione
TAG: scuola , famiglia , consigli

L’adolescenza è, di per sé, una fase molto delicata nella vita dei nostri ragazzi. Se poi aggiungiamo l’argomento autostima… andiamo a toccare un ambito assai vasto e di grande importanza.

Avere un buon livello di autostima riveste un’importanza centrale nella vita.

Lavorare sull’autostima durante l’adolescenza è fondamentale, in quanto permette al ragazzo, se pur con difficoltà, dubbi o incertezze, di affrontare le sfide della crescita, di costruirsi un’immagine positiva di sé, di relazionarsi con i coetanei, di fare delle scelte, di sperimentarsi e di muoversi nel mondo con una certa sicurezza e disinvoltura.

Noi non pretendiamo qui di darti facili soluzioni a una questione così importante e delicata… vogliamo provare a darti qualche piccolo consiglio, per permettere a tuo figlio adolescente di coltivare una buona autostima, prima di tutto a scuola!

NON AIUTARLO A FARE I COMPITI

Per quanto fatto a fin di bene, aiutarli sempre è un po' come ammettere che, da soli, non possono farcela.

Lascia che tuo figlio se le cavi da solo, guidandolo eventualmente nel ragionamento e non sostituendoti mai a lui.

NON CONFRONTARE I SUOI RISULTATI CON QUELLI DEGLI ALTRI

La scuola non è una gara, ma deve rimanere un luogo di apprendimento. Confrontare continuamente i suoi risultati con quelli dei compagni non aiuta la sua autostima.

Il ragazzo va spronato a fare meglio, come crescita personale, non perché debba prevalere rispetto ai compagni.

NON GIUDICARLO PER QUELLO CHE È, MA PER QUELLO CHE FA

Mai dire a un bambino “sei uno stupido”, “sei un asino”.

Di fronte a un risultato negativo, occorre capire insieme a lui cosa è andato storto. Se semplicemente si tratta di poco studio o scarsa attenzione durante le lezioni, è quello il comportamento che va preso in esame, ed eventualmente criticato, non il bambino.

I voti non servono (o non dovrebbero servire) per screditare la persona, ma per fornirgli un parametro rispetto al quale partire per migliorarsi.

Se un voto è negativo, quindi, ne vanno comprese le ragioni e vanno trovate delle soluzioni che il bambino possa facilmente praticare: studiare di più, applicarsi maggiormente o ascoltare la maestra in classe...

In generale, osserva e ascolta.

Per entrare in connessione con tuo figlio, osserva i suoi gesti, ascolta le sue parole.

I ragazzi, anche se tendono ad allontanarsi e ad essere più autonomi, hanno bisogno di sentire che i genitori ci saranno sempre per loro. Vogliono essere rassicurati sul fatto che li capisci al volo quando c’è qualcosa che non va e che sarai in grado di sostenerli, a prescindere da come andranno le cose.